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Corsi di memoria: funzionano o no?

Girando per Internet, mi sono sorpreso nel trovare un’enorme disparità di opinioni riguardo ai cosiddetti “corsi di memoria”.Si passa dalla loro totale esaltazione alla più completa distruzione. Ma quello che più mi ha colpito è l’affermazione, drastica, radicale, che molti fanno: “Queste tecniche – le tecniche di memoria – non funzionano!” o anche “Questi corsi non funzionano”.

Allora, lasciate che vi dica la mia.

Se io frequentassi un corso di informatica, per es. per imparare ad usare il programma Word, e non avessi imparato a farlo, pur mettendoci tutto l’impegno necessario, mai mi sognerei di sentenziare che Word non funziona, o peggio, che i computer – tutti i computer… – non funzionano. Sarebbe assurdo!

Dovrei dire, più correttamente, che ho trovato – ahimè – un’azienda che non è all’altezza di erogare questi corsi o un docente non all’altezza di insegnarli.

Quando invece si parla di “corsi di tecniche di memoria”, se capita che qualcuno ne frequenti uno senza ottenere i risultati sperati, si dice che le tecniche di memoria o i corsi di memoria – cioè tutti i corsi di memoria – non funzionano.

Sono entrambe affermazioni palesemente assurde, visto che tantissime persone hanno ottenuto grandi risultati grazie a queste tecniche, insegnate in vari corsi, tenuti da varie aziende e da vari docenti.

D’altra parte, mi sorprende molto di più leggere il contrario, cioè mi sorprende leggere che c’è chi non ne ottiene risultati, perché le tecniche di memoria funzionano, certo che funzionano! È scientifico! Usare le immagini mentali e la visualizzazione creativa permette di memorizzare più velocemente e più a lungo termine, in maniera molto più efficace rispetto al classico “leggi e ripeti”.

La testimonianza di grandi menti

E, se non bastassero le prove scientifiche, ci sono oltre duemila anni di cultura che confermano quello che sto dicendo. Grandi uomini di cultura, fior di menti, hanno usato le tecniche di memoria per immagini. Abbiamo testimonianze storiche che già gli antichi greci usassero memorizzare utilizzando le immagini mentali e la visualizzazione creativa.

Pochi sanno che il famoso Cicerone, oltre ad essere un grande oratore, era anche un grande mnemonista. Nel suo libro “De oratore” lui spiega che, fra le tre abilità fondamentali che deve avere un buon oratore, una è proprio la memoria. E afferma che il modo migliore di usarla è sfruttando la vista, “il più acuto dei sensi”. E ci conferma che queste tecniche le ha imparate dai greci, in particolare da un certo Simonide di Ceo, di cui parla nel suo libro.

Tutti conoscono la proverbiale memoria di Pico della Mirandola, pochi sanno che è dovuta anche al fatto che lui, da bambino, venne a conoscenza di queste tecniche.

Così come pochi sanno che il filosofo Giordano Bruno ottenne il prestigioso titolo di “Accademico di corte”, a Parigi, direttamente dal re Enrico terzo di Valois, grazie ad un trattato sulla memoria, il “De umbris idearum”. Le “umbris idearum” cioè “le ombre delle idee” di cui parla Giordano Bruno sono proprio le immagini mentali, e – guarda caso – hanno molto a che fare con le “idee” di cui parla Platone.

Non voglio avventurarmi in un discorso complicato, voglio solo sottolineare che l’ “arte della memoria” era negli interessi principali delle grandi menti del passato.

E non solo del passato.

Ho saputo che anche Carlo Rubbia, l’ultimo italiano Nobel per la fisica, nell’ormai lontano 1984, ne fa uso. Lo seppi nel ‘92, dalla mamma di un mio collega della facoltà di fisica, a cui avevo telefonato per sapere come andasse. La mamma mi disse che era volato a Ginevra, al CERN, grazie al suo favoloso 110 e lode in fisica nucleare, e allora il direttore del CERN era proprio Rubbia. E quando lei sentì che era un anno che collaboravo con una società che organizzava i cosiddetti corsi di memoria, mi disse di averne sentito parlare bene, perché Rubbia aveva mandato suo figlio a fare un corso del genere presso una società svizzera. E se queste tecniche servono anche ad un 110 e lode in fisica nucleare e ad un Nobel per la fisica, penso proprio che a noi più comuni esseri mortali possano essere un po’ utili, che ne dite? E se queste tecniche non funzionassero, come qualcuno afferma così decisamente, pensate che persone come Cicerone, Pico della Mirandola, Giordano Bruno, Carlo Rubbia, siano stupide ad usarle? O che le usino per memorizzarsi le barzellette? Ma non scherziamo, per favore!

È scientifico, funziona!

Prima ho fatto un’affermazione forte, e cioè che sia scientificamente dimostrato che le tecniche di memoria funzionano. In particolare, ci sono prove evidenti sul fatto che le immagini mentali e la visualizzazione creativa funzionano. Una prima traccia l’ho trovata in alcuni articoli di “Scientific American” degli anni ’60, in cui era già noto che la memorizzazione di un’immagine visiva desse luogo alla formazione di una proteina, che poi si deposita nel cervello. In pratica, quella che noi chiamiamo “memoria a lungo termine” è – fisicamente, biologicamente oserei dire – una proteina che, una volta generata, si fissa nel cervello. Recentemente, nel 2012, una scienziata italiana che però lavora negli Stati Uniti, Cristina Alberini, ha isolato tale proteina, e le ha dato pure un nome, IGF-2.

Altri esperimenti – risalenti già agli anni ’90 – hanno appurato che, quando memorizziamo un’informazione, generando quindi un ricordo, l’emisfero destro del cervello è quello più attivo, non il sinistro. Per chi non lo sapesse, l’emisfero destro è – semplificando il discorso – quello preposto alle attività creative, mentre il sinistro è deputato alle attività logiche. Questo risultato è clamoroso, perché tutti pensiamo che la memorizzazione sia un’attività cognitiva, quindi logica, non creativa. Questo però ci spiega perché gli antichi greci, Cicerone, Giordano Bruno, parlassero di immagini  fantasiose, e perché quel sistema funzionasse.

Ora, se ci pensate bene, sto dicendo l’ovvio. Un’immagine non logica colpisce molto di più di una normale, banale, che si vede tutti i giorni. Questo spiega perché non ricordiamo nemmeno quello che abbiamo mangiato ieri sera a cena, ma ricordiamo benissimo quel piatto che ci hanno presentato l’anno scorso in quel ristorante cinese, dove – per fare il “figo” – ho ordinato una pietanza a caso facendo finta di conoscerla benissimo, e mi hanno portato la testa di un serpente. Scherzo, ovviamente non è vero! Ma adesso quella testa di serpente nel piatto ve la ricorderete anche voi…

È questo il secondo elemento fondamentale della memoria a lungo termine: le emozioni. Anche qui sto dicendo l’ovvio. Se pensate alla vostra vita, in mezzo a tante giornate tutte uguali e piene di tran-tran quotidiano, spiccano i ricordi dei momenti più emozionanti, quelli positivi e – purtroppo – anche quelli negativi. Ma che le emozioni siano il collante della memoria è stato dimostrato scientificamente. L’amigdala, insieme all’ippocampo, è il centro cerebrale che sovrintende alle emozioni. Ora, le persone che hanno avuto danni cerebrali proprio nella zona dell’amigdala, o dell’ippocampo, sono diventate incapaci di formare nuovi ricordi. Ricordano tutto quello che era successo prima, ma niente di quello che succede dopo, nemmeno un’ora fa.

Riassumendo

Riassumendo: il segreto di una buona memoria è usare le immagini mentali, e che queste immagini siano emotivamente forti, meglio se positive, meglio se divertenti, buffe, caricaturali, perché le emozioni positive – è ovvio anche questo – le ricordiamo più volentieri di quelle negative.

Per questo motivo, io, da più di vent’anni, mi sono inventato una didattica che è molto diversa dai tradizionali corsi di memoria. In base agli studi che vi ho citato, un corso di memoria, secondo me, e soprattutto secondo la mia esperienza, deve essere fondamentalmente un corso di visualizzazione, e più precisamente di visualizzazione creativa.

Nelle mie lezioni io non mi focalizzo sulle “tecniche” di memoria – che si possono trovare in centinaia di libri, ebook, audio e video – ma sul modo in cui queste tecniche possono diventare efficaci.

E diventano efficaci se si impara a visualizzare nel modo corretto, corretto – intendo dire – per la biologia della memoria. E diventano efficaci se si impara a sviluppare creatività e fantasia, perché così riusciamo a rendere “emozionanti” anche le informazioni che non lo sono, e sono la maggioranza. Avete mai pensato al perché ricordiamo solo una minima parte delle cose studiate a scuola? Quante di loro erano “emozionanti”? Quante ne abbiamo imparate col noiosissimo “leggi e ripeti” e quante visualizzandole creativamente?

Per questi motivi, e basandomi sulle più recenti evidenze scientifiche, ho inventato il metodo ProMemoria, col quale insegno innanzitutto a visualizzare come si deve, e poi come si fa a generare emozioni, positive e divertenti, in queste immagini, sviluppando la capacità creativa e fantasiosa del nostro cervello. C’è un metodo anche per questo, e l’ha inventato il M.I.T. (Massachusetts Institute of Technology), famosissima università americana.

Quest’ultima informazione spiega perché quelli che io chiamo “i tradizionali corsi di memoria” spesso non danno i risultati sperati. Oh, sia chiaro, premetto che non ho nulla contro i corsi di memoria “brevi”, ho molti colleghi in gamba e preparati che tengono corsi che danno risultati a chi li frequenta, l’ho detto anche prima. Io stesso ho cominciato, nell’ormai lontano 1991, con un corso del genere, tenuto dalla società che ha contribuito alla loro grande diffusione in Italia, la Memotec del mitico Johnny Nacinelli.

Il punto è che questi corsi hanno la stessa struttura di quelli americani, dove certe cose si fanno già a scuola. Quindi tutti quelli che non hanno una particolare predisposizione alla visualizzazione creativa – e che non hanno frequentato una scuola americana… – non riescono ad ottenere i risultati degli altri, e allora si lamentano (ingiustamente, sia chiaro) che “queste tecniche non funzionano”. Uno dei motivi per cui mi allontanai dalla Memotec già nel ‘93, e per cui fondai ProMemoria, fu proprio per essere libero di usare una didattica diversa, più approfondita. Qualcuno mi dice che la “faccio troppo lunga”. Forse hanno ragione, però, se impiego molte ore in più, è proprio per dare ai miei allievi tutti gli strumenti perché le tecniche funzionino.

In particolare, mi prendo il tempo giusto per fare il discorso più importante, e cioè come applicare le tecniche di memoria agli argomenti “seri”, ai concetti che si usano a scuola, sul lavoro e in ogni campo dello scibile umano. Insomma, spiego come facevano i grandi del passato. Anzi no. Insegno un metodo molto più semplice di quello che usavano loro, ma altrettanto efficace, se non di più. Altrimenti che senso avrebbe conoscere le più recenti scoperte della psicologia e della scienza, non vi pare?

Questo articolo ha 6 commenti

  1. Emanuele Inferrera

    Credo doveroso apportare la mia testimonianza!! Da giovane ho sempre desiderato di costruire ponti e autostrade. Tuttavia, essendo affetto da specifici disturbi nell’apprendimento, credevo utopistica questa mia aspirazione.
    Grazie ai corsi di mnemotecniche, lettura veloce e mappe concettuali svolti dal prof. Prestieri, ho avuto modo di perseguire il mio sogno.
    Oggi sono un Ingegnere, mi occupo della progettazione e della costruzione di edifici e infrastrutture in ambito civile.
    Professore grazie.

  2. Valeria Del Gaudio

    Se adesso sono a ridosso di una Laurea in Medicina e Chirurgia è grazie ai corsi del Prof. Prestieri.
    Tutti mi dicevano che la mia blanda preparazione di base, non avrebbe mai supportato l’accesso a medicina, meno che mai i serrati ritmi di studio.
    Tutti, tranne il prof. Prestieri, che oltre a veicolarmi una metodologia di studio efficace, ha sostenuto e incoraggiato il mio sogno.

  3. Luca Rossetti

    Salve. Volevo ringraziare tutto lo Staff di Promemoria, ma soprattutto il prof. Prestieri. Da studente lavoratore credevo che ormai non sarei mai più riuscito a concludere gli studi. Grazie ai vostri corsi di tecniche di apprendimento, sono riuscito a rientrare in carreggiata e raggiungere l’obiettivo prefissato. Grazie

  4. Emanuela Blasi

    Ci tengo sinceramente a scrivere questa recensione a dimostrazione di quanto sia stato importante per me aver frequentato i corsi Promemoria. La mia vita da studentessa è radicalmente cambiata, adesso sono tra le più brave del corso di Laurea. La mia gratitudine non potrà mai equiparare quello che avete fatto per me.

  5. Alessia De Luise

    Recentemente ho avuto il piacere di frequentare un corso con il prof. Prestieri ed è stata un’esperienza indimenticabile. Persona di grande professionalità, preparazione e carisma. E’ riuscito a capire subito quale fosse il mio problema nello studio, iniettandomi quella consapevolezza nelle mie capacità e quell’autostima di cui avevo veramente bisogno.

  6. Marco Abate

    Ho frequentato il corso del prof. PRESTIERI qualche anno fa. Grazie al suo metodo di tecniche di apprendimento sono riuscito a riallinearmi con gli esami universitari. Grazie prof. le sarò grato per tutta la vita

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